Mangiare bene in vacanza

Facciamo un salto in cucina? Non però quella di casa ma quella di un ristorante. Approfondiamo l’importanza dell’alimentazione, con le sue basi scientifiche, per capire quanto è importante mangiare bene. Anche fuori di casa quando andiamo in vacanza.

Il piacere di andare in vacanza spesso non trova un contributo a tavola e può capitare di dire: “Sì, siamo stati bene, l’albergo di charme, il giardino bellissimo e la piscina un sogno. Ma il mangiare è stato un vero incubo. La vacanza si è persa dietro ad una cucina aggressiva e pesante, poco fantasiosa e naturale”. È un punto questo che a Le Versegge  Resort abbiamo affrontato con determinazione, sapendo bene che non ci può essere equilibrio se la misura è sbagliata. In cucina è una regola. Quando abbiamo progettato Le Versegge non abbiamo escluso nessun particolare e quindi, anche la scelta culinaria, doveva sottostare a precise regole di qualità:

  • Garantire variabilità, gusto, equilibrio dei sapori e fantasia;
  • Essere naturale e comprendere acquisti di prima scelta;
  • Legare col territorio e con i piccoli produttori;
  • Collegare le ricette delle nonne, magari rivedute in chiave moderna e con tecniche aggiornate;
  • Una cucina a vocazione onnivora, senza limitazioni perché fosse buona e sana;
  • Una cucina per la donna, per l’uomo e per i bambini;

L’ultimo punto, parlando di gusto, è molto importante perché considera le diversità di sesso e di età. Spesso una cucina troppo saporita può non andare d’accordo con il palato femminile e viceversa. Come è importante non imporre ad un bambino un cibo troppo “complicato” da gustare…

Mangiare bene significa mettere in primo piano la salute

Ma il punto che focalizza bene l’ottica di Re Sugo, il ristorante de Le Versegge Resort, è la salute.

Cibo e salute sono troppo importanti e questo rapporto deve legare bene a casa come fuori. Invece spesso andiamo al ristorante, mangiamo con gusto, passiamo una bella serata e la mattina dopo, al risveglio, qualcosa non va. Un senso di costipazione, di “amaro in bocca”, di pesantezza che denota che quel menù aveva puntato tutto sul gusto e molto poco sulla salute. Sono piccoli segreti che vengono usati in cucina, nelle preparazioni, per appagare il palato e niente più. Un soffritto tirato più a lungo e ricco di olio, una base di glutammato e grassi per insaporire, la mancanza di olio “fresco” che non garantisce mai fritture chiare e leggere, alimenti di bassa qualità ma che, una buona marinatura, possono mitigare nel profumo e nel sapore. Sono i trucchi che in Maremma non ci piace usare e che Tommaso Guicciardini, titolare di questo agriturismo di lusso, non ha mai accettato nella cucina di Re Sugo a Le Versegge Resort.

Quindi qualità è variabilità. Per esempio:

  • Un menù deve includere carni e verdure, legumi e cereali, frutta e tutto quello che consente la stagione. L’uomo è onnivoro che ci piaccia oppure no;
  • Fare carne o pesce; Da Re Sugo è preferito sempre il menù di terra;
  • Per le carni, privilegiare le cotture a bassa temperatura che preservano gli elementi (soprattutto il ferro) e non rendono la carne stopposa perché privata dai suoi liquidi;
  • Cuocere le carni rosse a media cottura ma non oltre per non renderle indigeste e prive di sapore;
  • Utilizzare pomodori e insalate idroponiche (ovvero coltivate in impianti che escludo l’assunzione di metalli dannosi come il Nikel). L’acqua è un ottimo filtro per evitare l’uso di antiparassitari per esempio;
  • Utilizzo di brodi fatti in casa con ossa e frattaglie che garantiscono sapore ma anche potassio, sodio, fosforo e selenio;

L’eccellenza dei cibi del ristorante Re Sugo

Le verdure proteggono il nostro organismo e assicurano un apporto di carboidrati e minerali utili come sostanze antiossidanti. Danno un naturale senso di sazietà e quindi sono un corretto alimento dietetico naturale. La carne rossa, che da Re Sugo è un “cavallo di battaglia”, la si deve mangiare con moderazione ma sapendo bene che la sua linea di allevamento è tracciata seguendo parametri di eccellenza. Quella che si chiama primissima scelta, da Re Sugo è un taglio Cuore di Francia Limousine, una carne tenera, saporita e con il miglior rapporto di fibre grasse che si può ottenere. La carne offre un grande valore biologico di assimilazione nel nostro organismo e per essere digeribile deve garantire qualità assoluta. Nessuna proteina vegetale è in grado di soddisfare il ruolo della carne e questo ci fa capire come sia importante, nella nostra consuetudine alimentare, la variabilità degli alimenti. 

Come cambia il menù di Re Sugo 

Come si traduce la buona alimentazione con il gusto? Grazie alla fantasia e alla logica. Piatti fatti con amore e soprattutto senza ostentazione.  Alcuni esempi da mettere sulla tavola di Re Sugo:

  • Lo sformatino di verdure di stagione con crema di zafferano; 
    Paté di fegatini
    (il fegato è ricco di vitamina B12 che sostiene la sintesi degli acidi nucleici e quindi la produzione dei globuli rossi – ottimo per coadiuvare i processi del sistema nervoso) che prepariamo al profumo di Florus (un vino liquoroso), granella di pistacchi e mele caramellate;
  • Pici di semola fatti a mano con sugo bianco di anatra battuto al coltello;
  • Parmigiana di melanzane (senza buccia che la rende amara) e mozzarella di bufala maremmana, salsa di pomodoro superiore idroponico;
  • Ravioli di farina di ceci, ripieni di baccalà con sugo di pomodoro concassé (anche questo idroponico, quindi limitato nell’acidità e molto digeribile);
  • Lonza di maiale marinata con agrumi ed erbe aromatiche (ottime per attivare la serotonina nel nostro organismo) cotta a bassa temperatura e servita fredda con insalata croccante (idroponica);
  • Filetto di Limousine alla griglia con scalogno caramellato e patate fritte in buccia;
  • Il cinghiale in bianco con le mele;
  • Ananas naturale con salsa di basilico e mela;
  • Mille foglie di sfoglia fatta al momento con crema Chantilly;

Sul Mille foglie Re Sugo non dichiara le calorie perché i dolci sono come presenze oniriche del menù, attori impalpabili della nostra alimentazione e devono correre fuori dalla dieta. Fuori da ogni discussione salutista. Possibilmente senza avere sensi di colpa!

Mangiare bene quindi, soprattutto in vacanza! 

È evidente che si va in vacanza per stare bene, rilassarsi, rientrare in contatto con noi stessi. E’ un momento di pace, di relax che deve coinvolgere tutto il nostro essere. I nostri sensi devono essere accordati come uno strumento musicale. Dimenticare la mensa a lavoro, la cattiva alimentazione di un panino mangiato in piedi, il temibile fast food che spesso ci tradisce con i sintomi tipici della cattiva digestione. La Vacanza in un luogo naturale come Le Versegge Resort deve invece portarci a riaffermare dentro di noi il valore che il gusto è sotto il nostro controllo. Che si può (e si deve) considerare una cucina sostenibile, onnivora, naturale, qualitativa e squisita, come un elemento centrale di un soggiorno da sogno. Non ci sono mezze misure per vivere questo rapporto con il nostro corpo e con la bellezza della natura.

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